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Ultima modifica: 30 settembre 2015

Silvano “ Seguiamo tanti casi sociali, con grande impegno. Perché Renzi non toglie la spesa sociale dal patto di stabilità? Ne aiuteremmo molti di più”

Elena Silvano[1]

“Il comune di Altopascio ha seguito sempre e con grande attenzione la situazione di Paolo Dell’Aitante, cosi come quella di tanti altri nuclei familiari disagiati”.  Con queste parole l’assessore al sociale del comune di Altopascio Elena Silvano ha commentato lo sfogo sulla stampa di questa persona. “L’Ufficio Politiche sociali attraverso il nucleo di valutazione segue con attenzione la vicenda e ha sostenuto il nucleo  economicamente per l’acquisto di generi alimentari e per il pagamento delle utenze- continua l’esponente della giunta guidata da Maurizio Marchetti-. Ho  trattato personalmente la morosità con Enel ottenendo una rateizzazione, ho organizzato incontri con l’assistente sociale e con un membro della famiglia per verificare l’esistenza di una rete familiare e messo in piedi una collaborazione con una cooperativa in modo da far sì che Paolo potesse contare su una propria fonte di sostentamento.
Il caso di Paolo è purtroppo una voce tra le decine e decine che quotidianamente ascoltiamo e nonostante i molti e continui sforzi che l’Amministrazione Comunale fa e nonostante la spesa sociale veda un costante aumento l’emergenza sociale non pare arrestarsi e al contrario si moltiplicano i casi di persone con utenze staccate, sfratti esecutivi, case all’asta e situazioni di nuova povertà e che sfiorano la vera e propria fame.
Nel rinnovare il mio impegno quotidiano e quello dell’Ufficio Politiche Sociali – che ha anche potenziato l’organico inserendo una terza assistente sociale per far fronte alle richieste in costante aumento – porgo io un appello al presidente Renzi o a chiunque abbia il potere di fare qualche cosa di concreto per dare un aiuto alle famiglie: togliete la spesa sociale dal patto di stabilità. La spesa relativa all’emergenza sociale non può essere pianificata, non si tratta di una piazza o di una strada la cui costruzione viene decisa a tavolino.
Le persone si rivolgono quasi sempre agli uffici comunali come ultima spiaggia – conclude Elena Silvano- e pertanto siamo quotidianamente a lavorare nell’emergenza. le casse comunali imbrigliate dagli stretti vincoli del patto sono spesso congelate nel poter offrire un intervento risolutivo riuscendo soltanto a tamponare il momento di emergenza.”