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Ultima modifica: 30 settembre 2015

Science, la più importante rivista scientifica mondiale, mette in prima pagina il cantiere archeologico di Badia Pozzeveri. Marchetti “ Un grande risultato con costi ridotti che deve far riflettere”

Comunicato stampa Comune di Altopascio 13-12-13

“A Luglio segnalammo la presenza della tv canadese CBC e di un giornalista della più prestigiosa e autorevole rivista scientifica mondiale, l’americana Science. Non era provinciale autocelebrazione. Oggi, infatti, Science pubblica in prima pagina, corredato da un editoriale, un ampio reportage sugli interessanti risultati della terza campagna di scavi della Fieldschool di Badia Pozzeveri, uno dei cantieri archeogici piu’ importanti in Italia e il piu’ grande in Toscana. Per noi una grandissima soddisfazione e la dimostrazione che si possono raggiungere risultati eccezionali senza spendere centinaia di migliaia di euro, come è successo ad esempio per le Cento Fattorie Romane fra Capannori e Porcari, senza che questi soldi abbiano prodotto nulla, se confrontato con Badia Pozzeveri”.

Il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti, che ha lavorato a questo progetto insieme all’assessore alla cultura Nicola Fantozzi, commenta con entusiasmo la notizia comunicata dall’ottimo staff che ha lavorato agli scavi. “Non voglio polemizzare, ma dimostrare che si possono perseguire obiettivi scientifici importanti e ottenere prestigio mondiale se alla base ci sono idee e professionalità, come ha dimostrato alla grande il gruppo di lavoro guidato dal professor Gino Fornaciari. Credo che questo possa essere un insegnamento. Mi ricordo ancora la parata di personaggi politici che hanno ‘utilizzato’ le antiche Fattorie Romane per una elezione. Oggi cosa rimane?”.

Nell’ampio reportage di Science, consultabile on line attraverso il link http://spark.sciencemag.org/the-thousand-year-graveyard/ vengono spiegati i molti reperti, gli spunti storici e architettonici, la serie di dati che serviranno a migliorare le informazioni anche sulle pratiche mediche, come, ad esempio, l’ analisi di scheletri sottoposti a autopsia. Tutto questo ha interessato anche la Tv di stato canadese CBC, che viene vista mediamente da 120milioni di spettatori .

Come si ricorderà, a partire dal 24 giugno scorso 32 studenti statunitensi e canadesi provenienti da svariati istituti universitari americani, sotto il coordinamento delle Università di Pisa ( prof. Gino Fornaciari) e dell’Ohio State University (prof. Clark Spencer Larsen), sono stati impegnati nella terza edizione della FieldSchool Pozzeveri, scuola estiva dedicata allo scavo archeologico e antropologico dell’antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri.
Gli scavi, resi possibili grazie al generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Altopascio, hanno permesso di portare alla luce i resti dell’antico chiostro abbaziale, risalente alla fine dell’XI secolo, e la facciata della originaria chiesa romanica di San Pietro, che misurava ben 30 metri in lunghezza.
A ridosso della facciata della chiesa sono stati rinvenuti i resti di due grosse tombe a cassa litica, probabilmente appartenute a famiglie aristocratiche di ricchi benefattori del monastero.

Numerosissimi i reperti rinvenuti: ceramiche, vetri, oggetti metallici, una fossa per la gettata delle campane risalente al XVIII secolo. Eccezionale poi il ritrovamento del cimitero dei colerosi di metà XIX secolo, caratterizzato da fosse profonde dove il defunto era sepolto ricoperto di calce viva. Allo scavo si è accompagnata un’attività didattica di alto profilo gestita da un’equipe di 13 persone.
Gli studenti stranieri, interessati ad approfondire i metodi dell’archeologia medievale e della bioarcheologia, hanno imparato a scavare e poi a studiare i resti osteologici e i reperti materiali grazie all’installazione di tre laboratori sul cantiere: un laboratorio antropologico, un laboratorio informatico ed un laboratorio dedicato ai reperti ceramici, metallici e vitrei.

A partire dal 5 agosto, per due settimane, agli studenti americani sono subentrati gli iscritti al Master di primo livello in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense coordinato dalle università di Pisa, Bologna e Milano. E’ possibile seguire i risultati degli scavi, aggiornati in tempo reale, sul sito della Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa (www.paleopatologia.it).
Il cantiere archeologico di Badia Pozzeveri, collocato lungo il tracciato della via Francigena nel tratto prossimo ad Altopascio, è stato aperto e accessibile ai visitatori e ai turisti. Lo scavo si lega al progetto di recupero delle architetture monumentali della chiesa di San Pietro ed è fortemente sostenuto dall’amministrazione comunale di Altopascio, la quale si prefigge lo scopo di salvare da sicura rovina un bene fondamentale per la storia della comunità di Badia Pozzeveri e della lucchesia tutta. Come ha ricordato lo stesso governatore toscano Enrico Rossi, il recupero dell’abbazia di Badia Pozzeveri avrà un posto di rilievo nel decisivo rilancio della via Francigena.