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Ultima modifica: 30 settembre 2015

Riparte da Altopascio la nuova avventura di Mauro Paganelli. Anche il sindaco Marchetti alla presentazione di Paltò a Firenze.

Marchetti e Mauro Paganelli 14-1-15
Riparte  da Altopascio, con sede in via dei Biagioni 19,   la nuova avventura imprenditoriale di Mauro Paganelli, nome molto conosciuto nel mondo della moda di alta qualità e dello sport.
E’ stato lui, infatti, a fondare aziende che da Altopascio hanno conquistato i mercati di tutto il mondo con prodotti sartoriali di grande pregio. Paganelli, poi, è stato autore del miracolo Borgo a Buggiano calcio, arrivato al professionismo, e il suo nome è stato più volte accostato alla Lucchese.
Paganelli ha fondato una azienda, dal suggestivo nome di Paltò Italia , che fino dal vernissage, avvenuto martedi sera a Palazzo Bargagli Petrucci a Firenze, ha riscosso grande successo e mobilitato l’interesse del mondo della moda italiana. Paltò ha presentato la collezione invernale 2015-2016.
Fra le tante personalità intervenute c’era, su personale invito di Paganelli, il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti, che ha apprezzato molto l’allestimento e la qualità dei prodotti :” Credo che Paganelli ripeterà i suoi straordinari successi con questa geniale idea di recupero di un capo, il cappotto, che propone in un modo veramente innovativo , pur rispettando la tradizione. Una nuova scommessa che coinvolge Altopascio e che mi auguro possa ripetere quanto successo in questi anni. Per l’amministrazione comunale sicuramente un orgoglio”.
 
 
Come spiega sul sito istituzionale l’azienda  “Palto’ si ispira al recupero dei valori spesso dimenticati del vestire italiano nel quale, tradizione, eleganza ed esclusività sono i simboli principali. Lo fa attraverso un profondo processo di rivisitazione degli elementi propri dell’italianità piu’ vera: stile, sartorialità, materiali ricercati e dettagli artigianali, aggiornati e personalizzati secondo le figure e le esigenze della società moderna.
Paltò nasce dallo studio della costruzione e utilizzo del “capo” che, fin dalle sue origini, si configura come essenziale ed indispensabile per proteggersi dall’inverno, nelle campagne e nelle città.
 Il cappotto veniva considerato un indumento prezioso, da conservare nel tempo, la cui scelta rappresentava un evento unico da condividere con tutta la famiglia e nell’immaginario dei nostri nonni, ogni uomo “distinto” aveva un paltò (Paletot).
Successivamente è divenuto icona per eccellenza dell’eleganza: tutti i protagonisti degli entusiasmanti anni della “dolce vita”, del cinema e del rock&roll, da Mastroianni a Jean Paul Belmondo, da Paul Newman a Marlon Brando, da Steve Mc Queen a Robert de Niro, da Mick Jagger a John Lennon, ne indossavano uno.
Il Paltò non è quindi solo un indumento per ripararsi dal freddo ma porta con sé la valorizzazione e la cura della figura maschile.
Simbolo distintivo dell’eleganza e dell’esclusività, il Paltò non basta indossarlo, bisogna saperlo indossare nel rispetto delle sue peculiarità che possono trasmettere emozioni uniche a chi è in grado di esaltarne le caratteristiche.
Un signore alla stazione “chiuso dentro al suo Paltò”, consapevole del suo vestire elegante, cattura sempre l’attenzione “.