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Gemellaggi

Altopascio tra storia ospitaliera ed emigrazione
Due gemellaggi nell’Europa dei popoli Saint-Gilles du Gard (Francia) e El Perellò (Spagna)

La costruzione dell’Europa passa attraverso il raggiungimento della consapevolezza di una “cittadinanza europea”, alla quale i gemellaggi possono dare un forte contributo. Essi possono infatti contribuire a realizzare le condizioni per la Democrazia, la Solidarietà, la Pace. Avviare un gemellaggio significa impegno per costruire l’Europa, andare al di là di qualsiasi disuguaglianza, forma di razzismo, oltre il folklore e i particolarismi locali che rappresentano soltanto una caricatura della vera cultura di ogni paese. Legare dunque l’iniziativa culturale ad una società sempre più aperta vuol dire pertanto saper giocare un ruolo fondamentale nella crescita sociale, e in tal senso l’Amministrazione Comunale di Altopascio lavora e opera, tra tradizione e rinnovamento, valorizzazione del passato e aggancio al futuro.

Altopascio e Saint-Gilles

Se Altopascio come è noto fu luogo di ospitalità, molti secoli dopo il medioevo fu anche luogo da cui partire in cerca di ospitalità, ovvero dal quale emigrare verso posti dove poter migliorare la propria condizione sociale. A partire dalla metà dell’800 infatti e fino ai primi del ‘900, fu ingente lo spostamento di persone tra l’Italia e il sud della Francia, dalla Toscana in generale e dalla provincia di Lucca in particolare, persone che andavano a lavorare svolgendo spesso mestieri umili, segnatamente in Provenza e nella Camargue; da una frazione del Comune di Altopascio poi, Badia Pozzeveri, in quel periodo è attestato in Provenza un grosso numero di emigrati, donne soprattutto, che andavano a lavorare come balie presso famiglie francesi più o meno facoltose. Il fenomeno fu talmente importante che ancora oggi i discendenti di molte di quelle donne vivono da più generazioni in Francia, ormai integrati nella realtà sociale di quel paese. Su queste basi, l’Amministrazione Comunale di Altopascio ha promosso un progetto di valorizzazione di questo patrimonio di memoria, che ha coinvolto le autorità cittadine di Saint-Gilles fino al passo di formalizzare il patto di gemellaggio.

Altopascio ed El Perellò

Se sul percorso storico della Via Francigena Lucca era il centro più importante del viaggio italiano verso Roma, l’ospedale di Altopascio, non lontano dalla città e gestito dai Cavalieri del Tau, era noto come prestigioso centro di accoglienza e ospitalità per i viandanti e pellegrini di passaggio in questa zona della Toscana. I Cavalieri del Tau infatti, importante Ordine Religioso Cavalleresco nato sul finire del secolo XI, ebbero come missione e carisma l’ospitalità, e fecero dell’ospedale altopascese un luogo dove l’assistenza e l’accoglienza erano fornite secondo dettami rigidi e scientificamente basati. E proprio l’ospitalità è il tema forte che lega Altopascio al Perellò. Se infatti la regina Bianca d’Angiò fondò nel 1307 l’ospedale del Perellò ed esso passò poi nel 1318 ai Cavalieri del Tau di Altopascio, questo patrimonio di storia comune deve essere celebrato e coltivato, in modo che favorisca un vincolo di amicizia e collaborazione tra i due Comuni che si sono ufficialmente gemellati.

Ultima modifica: 11 aprile 2017