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Ultima modifica: 30 settembre 2015

Ancora rifiuti in via Capocavallo a Badia Pozzeveri, ma scatta il blitz : trovato il responsabile, la polizia municipale lo fa ripulire

Comunicato stampa 28-2-14

Dopo che un addetto dell’Ascit ha segnalato in comune che, nonostante la profonda ripulitura di venerdi 21 Febbraio , nuovi rifiuti sono stati abbandonati in via Capocavallo a Badia Pozzeveri, il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti ha perso la pazienza e ha chiesto alla polizia municipale di intervenire immediatamente, per vedere se tra questi rifiuti ci fossero elementi per risalire al colpevole dell’incivile gesto.

Recatosi sul posto, il capitano Italo Pellegrini ha trovato in poco tempo dati utili per risalire al responsabile e si è precipitato a casa di questa persona, che abita in un comune confinante. Pellegrini ha richiesto spiegazioni, ma dopo avere ascoltato le sue giustificazioni poco attendibili  ha perentoriamente invitato questa persona ad andare a ripulire l’area, come in effetti è avvenuto nel corso della giornata.
“Da una parte sono soddisfatto della ottima operazione della polizia municipale che in pochi minuti è riuscita, con grande abilità investigativa e operativa, a trovare il responsabile- commenta Maurizio Marchetti-,  ma dall’altra si tratta della conferma che questa è una situazione veramente insostenibile. La stessa persona, incalzata dal capitano Pellegrini, non ha saputo spiegare il perché di un gesto simile. Di sicuro non abbasseremo la guardia e intensificheremo controlli e verifiche, dicendo chiaramente che applicheremo il massimo di sanzioni e contesteremo questi comportamenti in ogni sede, con tutte le conseguenze che comportano ”.
La polizia municipale di Altopascio contesterà alla persona che ha gettato di nuovo i rifiuti in via Capocavallo  la violazione che, riguardando privati e rifiuti non pericolosi, prevede una pena pecuniaria che va da 300 a 3000 euro. Il testo unico dell’ambiente, legge 152 del 2006, distingue infatti fra rifiuti di privati e di aziende e fra pericolosi e non pericolosi. Per i rifiuti aziendali pericolosi è prevista una ammenda da 2600 a 26mila euro e un arresto, per il titolare della ditta responsabile, da tre mesi a un anno.