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Ultima modifica: 30 settembre 2015

Altopascio, prima separazione “comunale”. E’ una delle prime firme in Italia Il sindaco Marchetti ha ratificato questo atto introdotto da una recente legge nazionale.

Separazione consensuale 2015 001

Con un atto a suo modo storico, visto che si tratta di una delle prime operazioni concluse in Italia, il Sindaco del Comune di Altopascio Maurizio Marchetti ha sancito, nella sua stanza presso il municipio, la prima separazione “comunale” di due coniugi, entrambi residenti nel comune.

Filomena Zanca e Giuseppe Fasolino hanno usufruito della possibilità offerta dalla legge 162 del 2014 che permette di separarsi, divorziare o modificare le precedenti condizioni di separazione o divorzio, in maniera consensuale, senza rivolgersi ad avvocati e al tribunale, presso il luogo dove è trascritto o iscritto l’atto di matrimonio . Una operazione semplice, dal costo contenuto, pari a 16 euro, che tutti possono effettuare a patto che non esistano condizioni ostative, come la presenza di figli minorenni e altri casi codificati.

Al fine di promuovere una maggiore riflessione sulle decisioni in questione, è stato previsto dalla legge un doppio passaggio dinnanzi all’Ufficiale di Stato Civile, a distanza di non meno di 30 giorni.

Dopo le varie formalità espletate all’anagrafe del comune, nella sua funzione di ufficio di stato civile, i due separandi hanno firmato le carte definitive di fronte al sindaco Marchetti.

“Abituato ai matrimoni, questa prima cerimonia alla rovescia mi ha un po’ colpito- ha spiegato Marchetti dopo la conclusione delle firme-. I due ormai ex-coniugi erano molto sereni e tranquilli, ma in effetti la situazione è un po’ particolare. Resta il fatto che mi pare una giusta strada da percorrere, per snellire il lavoro dei tribunali e facilitare il percorso di persone che con maturità e serenità decidono di separarsi o divorziarsi. Fa piacere essere stati fra i primi in Italia a concludere l’iter di questa separazione breve, a dimostrazione della efficienza e qualità dei nostri uffici comunali”.